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sabato 9 novembre 2024

Cinquantacinque Maratone e un sogno che continua: La storia di Ilaria Pasa, l'atleta che non si ferma mai

Il 27 ottobre 2024, alla Maratona di Venezia, Ilaria Pasa ha tagliato il traguardo della sua 55^ maratona con un tempo di 3 ore, 59 minuti e 27 secondi. Una gara impegnativa tra ponti e ciottoli, ma affrontata con passione e determinazione. In questa intervista, Ilaria racconta il suo percorso di preparazione, fatto non solo di corsa ma anche di yoga e palestra, e condivide le sfide, le emozioni e i segreti che l’hanno portata a realizzare questo straordinario traguardo.

Paolo Pelloni: Ciao Ilaria! Cinquantacinque maratone, un traguardo straordinario. Come ci si sente a raggiungere un obiettivo così ambizioso?

Ilaria Pasa: Ciao Paolo! Beh, a essere sincera, ogni maratona ha la sua storia. Questa cinquantacinquesima per me è speciale, perché arrivare fin qui dopo tre anni di pausa non è stato affatto semplice. Ho dovuto affrontare un intervento al ginocchio e un lungo percorso di riabilitazione, e ho capito che correre, soprattutto a 65 anni, richiede qualcosa in più. Così, oltre alla corsa, ho iniziato a lavorare su forza e flessibilità: da due anni vado in palestra e faccio yoga da più di dieci. La maratona è come la vita: ti prepara, ti mette alla prova e ti spinge oltre. Anche quando sembra che non ci sia più nulla da scoprire, c'è sempre un nuovo traguardo da raggiungere. E questo mi ha portato a Venezia.

Pelloni: Venezia è una città affascinante ma anche una maratona impegnativa. Come hai affrontato la preparazione per una gara così tecnica?

Pasa: La preparazione è stata un viaggio intenso e lungo, iniziato mesi fa. Grazie al mio coach Andrea Giorgianni, abbiamo pianificato un allenamento che mi ha portata dove sono arrivata. Non ci sono stati sconti! Abbiamo puntato sulla forza, iniziando con ripetute in salita per potenziare i muscoli. Poi, sono passata a ripetute lunghe, mai sotto i mille metri, per preparare la mia resistenza alla distanza. Ogni allenamento aveva un obiettivo: aumentare la capacità di tenere un ritmo stabile, sentire le gambe più forti e il cuore più deciso. 

Andrea mi ripeteva sempre: “Allunga e recupera”. Sembra semplice, ma è un mantra che ti entra dentro e che, quando ti trovi davanti a quei ponti, ti dà la carica per superarli. E poi, allenarmi sui percorsi più duri della mia città, come la Val Bisagno o le strade verso Nervi, Recco, è stato essenziale per prepararmi ai ponti e alle salite di Venezia.


Pelloni: E gli ultimi chilometri, quelli più temuti? Come li hai vissuti?

Pasa: Ah, Paolo… gli ultimi chilometri sono stati una sfida. Quando ho iniziato a salire sul Ponte di San Giuliano, un ponte lungo tre, quattro chilometri in mezzo al mare, ho capito che stavo affrontando la vera prova. Sei lì, circondato da acqua e vento, con la stanchezza che inizia a farsi sentire, ma sai che non puoi mollare. E poi, arrivando in città, i ponti veneziani non ti danno tregua: scalini, ciottoli e tratti stretti, dove ogni passo richiede una concentrazione estrema. E io, con i miei occhiali,

venerdì 11 novembre 2011

Maratoneti Genovesi on line

carissimi amici e soci si riparte!!! il  sito dell'asd maratoneti genovesi, dopo qualche mese di sosta, ha ripreso gli aggiornamenti. mille grazie a nicolo' caridi che si e' assunto l'oneroso compito di webmaster.


Claudio Vassallo