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mercoledì 27 novembre 2024

Intervista a Stefano Ameglio: "Emozioni Sport: correre insieme, vivere emozioni"

Un viaggio nel mondo di Emozioni Sport, dove la corsa non è solo competizione ma pura passione. Stefano Ameglio ci racconta la filosofia di un gruppo che corre per divertirsi, per condividere e per conquistare nuove emozioni, chilometro dopo chilometro.




Paolo Pelloni:
 Stefano, benvenuto! Emozioni Sport è un nome che evoca passione, energia e tanto sudore. Raccontaci, cosa rende la tua società così speciale?

Stefano Ameglio: Ciao Paolo, grazie per l’invito! Emozioni Sport è una realtà semplice ma con un grande cuore. Quest’anno abbiamo tesserato 80 atleti, tutti accomunati da un unico obiettivo: divertirsi correndo. Niente stress, niente competizioni organizzative: corriamo per stare bene e per condividere questa passione in compagnia, che sia in coppia o in gruppo. (nella foto Francesca Ferraro)





Paolo: Semplicità e divertimento, ma con un occhio di riguardo per i risultati, giusto? Come gestite questa dinamica?

Stefano: Esatto! Durante l’anno tengo delle classifiche interne, una sorta di stimolo giocoso per i nostri atleti. Alla fine dell'anno, a Natale, premiamo tutti gli atleti con un piccolo gadget e citiamo i più meritevoli, perché ogni atleta merita un riconoscimento per il proprio impegno." 
È un’occasione speciale per chiudere l’anno con un sorriso e ripartire con ancora più grinta!

Paolo: Parliamo di numeri, Stefano. Emozioni Sport si distingue anche per l’impatto sul territorio e sulle gare. Qual è il bilancio di quest’anno?

Stefano: Ti sorprenderò, Paolo: i nostri atleti hanno totalizzato 9.465 chilometri in 523 gare! È incredibile pensare a quanto entusiasmo e determinazione ci siano in ognuno di loro.
(nella foto Simone Marchelli)


Paolo: Numeri importanti! Chi sono i protagonisti di queste performance straordinarie?


Stefano: Partiamo dai due che hanno corso più gare:

  • Paolo Bruzzone (nella foto) con ben 50 gare all’attivo.
  • Angela Vallarino, che ne ha completate 19.

Poi ci sono i record di distanza:

  • Simone Marchelli, che ha percorso 727 chilometri, il massimo tra gli uomini.
  • Francesca Ferraro, il nostro orgoglio internazionale, con 1.773 chilometri in sole 11 gare.





Paolo: Francesca Ferraro è una leggenda. Parlaci delle sue imprese!


Stefano: Francesca è su un altro livello. Ha completato gare epiche come la Arrowhead e la Badwater negli USA, e persino il Tor des Géants, dove ha ottenuto piazzamenti straordinari come donna. Inoltre, ha rappresentato l’Italia nella backyard ultra di Castellaneta, stabilendo il suo personale con 40 giri. Una vera fuoriclasse, capace di ispirare tutti noi.

Paolo: Emozioni Sport non si ferma mai. Quali sono i tuoi obiettivi personali e quelli della società per il futuro?

Stefano: Per il prossimo anno puntiamo a mantenere vivo lo spirito di gruppo e ad aggiungere nuovi chilometri alla nostra avventura. Personalmente, il mio obiettivo è ambizioso: completare la mia settima Major a Sydney, appena inserita per il 2025.

(nella foto Angela Vallarino)

Paolo: Stefano, un’ultima domanda: cosa vuoi dire a chi ci legge e magari sogna di unirsi a una realtà come la tua?

Stefano Ameglio: Venite a correre con noi! Non importa il passo, conta solo il cuore che mettete. Emozioni Sport è questo: una famiglia che corre insieme verso nuove emozioni.

Paolo:
 Grazie Stefano, un esempio di passione pura! Non vediamo l’ora di seguire le vostre prossime avventure.

Stefano: Grazie a te, Paolo, per averci dato voce. Alla prossima!

sabato 9 novembre 2024

Cinquantacinque Maratone e un sogno che continua: La storia di Ilaria Pasa, l'atleta che non si ferma mai

Il 27 ottobre 2024, alla Maratona di Venezia, Ilaria Pasa ha tagliato il traguardo della sua 55^ maratona con un tempo di 3 ore, 59 minuti e 27 secondi. Una gara impegnativa tra ponti e ciottoli, ma affrontata con passione e determinazione. In questa intervista, Ilaria racconta il suo percorso di preparazione, fatto non solo di corsa ma anche di yoga e palestra, e condivide le sfide, le emozioni e i segreti che l’hanno portata a realizzare questo straordinario traguardo.

Paolo Pelloni: Ciao Ilaria! Cinquantacinque maratone, un traguardo straordinario. Come ci si sente a raggiungere un obiettivo così ambizioso?

Ilaria Pasa: Ciao Paolo! Beh, a essere sincera, ogni maratona ha la sua storia. Questa cinquantacinquesima per me è speciale, perché arrivare fin qui dopo tre anni di pausa non è stato affatto semplice. Ho dovuto affrontare un intervento al ginocchio e un lungo percorso di riabilitazione, e ho capito che correre, soprattutto a 65 anni, richiede qualcosa in più. Così, oltre alla corsa, ho iniziato a lavorare su forza e flessibilità: da due anni vado in palestra e faccio yoga da più di dieci. La maratona è come la vita: ti prepara, ti mette alla prova e ti spinge oltre. Anche quando sembra che non ci sia più nulla da scoprire, c'è sempre un nuovo traguardo da raggiungere. E questo mi ha portato a Venezia.

Pelloni: Venezia è una città affascinante ma anche una maratona impegnativa. Come hai affrontato la preparazione per una gara così tecnica?

Pasa: La preparazione è stata un viaggio intenso e lungo, iniziato mesi fa. Grazie al mio coach Andrea Giorgianni, abbiamo pianificato un allenamento che mi ha portata dove sono arrivata. Non ci sono stati sconti! Abbiamo puntato sulla forza, iniziando con ripetute in salita per potenziare i muscoli. Poi, sono passata a ripetute lunghe, mai sotto i mille metri, per preparare la mia resistenza alla distanza. Ogni allenamento aveva un obiettivo: aumentare la capacità di tenere un ritmo stabile, sentire le gambe più forti e il cuore più deciso. 

Andrea mi ripeteva sempre: “Allunga e recupera”. Sembra semplice, ma è un mantra che ti entra dentro e che, quando ti trovi davanti a quei ponti, ti dà la carica per superarli. E poi, allenarmi sui percorsi più duri della mia città, come la Val Bisagno o le strade verso Nervi, Recco, è stato essenziale per prepararmi ai ponti e alle salite di Venezia.


Pelloni: E gli ultimi chilometri, quelli più temuti? Come li hai vissuti?

Pasa: Ah, Paolo… gli ultimi chilometri sono stati una sfida. Quando ho iniziato a salire sul Ponte di San Giuliano, un ponte lungo tre, quattro chilometri in mezzo al mare, ho capito che stavo affrontando la vera prova. Sei lì, circondato da acqua e vento, con la stanchezza che inizia a farsi sentire, ma sai che non puoi mollare. E poi, arrivando in città, i ponti veneziani non ti danno tregua: scalini, ciottoli e tratti stretti, dove ogni passo richiede una concentrazione estrema. E io, con i miei occhiali,