domenica 28 giugno 2026

Trofeo dello Scalatore 2026: buona la prima, tre salite per scrivere una classifica vera - la classifica finale


La prima edizione del Trofeo dello Scalatore 2026 si chiude con una certezza: l’idea era buona, il format ha funzionato e la classifica finale ha raccontato molto più di una semplice somma di risultati.

Nato da un’idea di Giacomo De Andrea, con regolamento tecnico elaborato da Paolo Pelloni, il Trofeo è stato costruito grazie alla collaborazione tra Atletica Valle Scrivia, Delta Spedizioni e Cambiaso Risso Running Team Genova.

Tre società, tre gare, tre salite.
Un solo filo conduttore: premiare chi ama davvero correre verso l’alto.

La Salita Storica alla Bocchetta, la Salita alla Guardia e la Salita Camarza-Crocefieschi hanno formato un trittico capace di premiare non soltanto la prestazione secca, ma anche la continuità, la presenza, la capacità di interpretare prove diverse e la voglia di esserci fino alla fine.

Perché questo è stato il vero senso del Trofeo dello Scalatore: non bastava correre forte una volta. Bisognava costruire una classifica.


Classifica a cura di www.cronorun22.it
Le premiazioni del 1° Trofeo dello Scalatore avverranno in occasione delle premiazioni del “GRAND PRIX DELLE DUE VALLI”.


Tre gare, numeri importanti e un circuito che ha preso forma

La prima edizione del Trofeo ha messo insieme numeri significativi.

La Salita Storica alla Bocchetta ha aperto il circuito con 206 classificati, di cui 146 uomini e 60 donne.

La Salita alla Guardia è stata la prova più partecipata, con 229 classificati, 179 uomini e 50 donne.

La Salita Camarza-Crocefieschi ha chiuso il circuito con 91 classificati, 67 uomini e 24 donne.

Nel complesso, le tre prove hanno prodotto 526 presenze-gara.

GaraClassificatiUominiDonne
Salita Storica alla Bocchetta20614660
Salita alla Guardia22917950
Salita Camarza-Crocefieschi916724
Totale presenze-gara526392134

La Guardia ha rappresentato il picco di partecipazione, confermandosi una classica molto sentita.
La Bocchetta ha dato al circuito una partenza forte, con oltre 200 classificati e una presenza femminile molto significativa.
La Salita Camarza-Crocefieschi, pur con numeri più contenuti, ha avuto un peso

enorme nella classifica finale, perché proprio l’ultima prova ha modificato diversi equilibri nei podi assoluti e di categoria.

Vanni e Baretto firmano la prima edizione

In campo maschile il primo nome inciso nell’albo d’oro del Trofeo dello Scalatore è quello di Nicola Vanni, vincitore finale con 62 punti.

Una vittoria netta, costruita con tre prestazioni di altissimo livello e con il bonus fedeltà per aver disputato tutte le prove.

Alle sue spalle chiudono Matteo Bacigalupo, secondo con 58 punti, e Claudio Stefanini, terzo con 54 punti.

Il podio maschile racconta bene la qualità della prima edizione: Vanni ha dato il segno tecnico più forte, Bacigalupo ha confermato solidità e rendimento, Stefanini

ha sfruttato al meglio le due prove disputate entrando meritatamente tra i primi tre assoluti.

Podio assoluto maschile

Pos.AtletaPunti
1Nicola Vanni62
2Matteo Bacigalupo58
3Claudio Stefanini54

Nel femminile il successo va a Iris Baretto, prima con 60 punti, davanti a Giorgia Bruzzone, seconda con 57, e Martina Campora, terza con 55.

Un podio femminile di grande valore, dove l’ultima tappa ha avuto un ruolo decisivo. Baretto e Bruzzone, con la seconda presenza, hanno completato il requisito minimo per entrare nella classifica finale e sono salite direttamente ai primi due posti.

Podio assoluto femminile

Pos.AtletaPunti
1Iris Baretto60
2Giorgia Bruzzone57
3Martina Campora55

Come leggere davvero la classifica finale

La classifica finale del Trofeo non va letta come una semplice somma delle tre gare.

Nel file della classifica si vedono i punteggi ottenuti dagli atleti nelle singole prove, ma il totale finale non è la somma di tutte e tre.

Il regolamento prevede infatti che vengano conteggiati soltanto i due migliori punteggi ottenuti nelle tre prove. Chi ha partecipato a tutte e tre le gare riceve inoltre un bonus fedeltà di 2 punti.

Per questo, un atleta che ha corso tutte le prove può avere tre punteggi visibili nella tabella, ma nel totale finale vengono sommati solo i due migliori, più l’eventuale bonus.

L’esempio più immediato è quello di Nicola Vanni: tre prove da 30 punti, ma totale finale di 62, cioè 30 + 30 + bonus 2.

Stesso discorso per Matteo Bacigalupo: 24, 29 e 27 punti nelle tre gare, ma totale finale di 58, cioè i due migliori risultati, 29 e 27, più il bonus.

È un meccanismo che ha reso il Trofeo più equilibrato e più interessante: ha premiato la continuità, ma ha anche permesso a chi ha disputato due sole prove di restare pienamente in corsa per la classifica finale.

La terza tappa, la Salita Camarza-Crocefieschi, non serviva quindi solo ad aggiungere punti. Poteva anche sostituire uno dei risultati precedenti se migliore. In questo modo l’ultima prova ha avuto un peso reale fino alla fine.

Il minimo di due gare: il dettaglio che cambia tutto

Altro punto fondamentale: per entrare nella classifica finale e poter salire sul podio del Trofeo era necessario aver partecipato ad almeno due gare.

Questo significa che un atleta poteva anche trovarsi apparentemente al secondo o terzo posto di una categoria grazie a un ottimo punteggio ottenuto in una singola prova, ma senza la seconda presenza non poteva essere premiato.

È un passaggio importante da capire: il Trofeo dello Scalatore non premiava la singola giornata, ma il percorso nel circuito.

Chi ha corso una sola prova ha fatto parte della storia della manifestazione, ma non poteva entrare nei podi finali.
Chi invece ha disputato almeno due salite ha trasformato la partecipazione in classifica.
Chi le ha corse tutte e tre ha ricevuto il bonus fedeltà.

Questo spiega perché, in alcune categorie, il podio finale non è completo: se non ci sono tre atleti o tre atlete con almeno due prove disputate, non si può semplicemente premiare chi ha una sola gara, anche se il punteggio di quella singola prova sarebbe alto.

La classifica va quindi letta sempre tenendo insieme tre elementi: punti ottenuti, numero di gare disputate e regole di premiazione.

I numeri della classifica finale

La graduatoria finale del Trofeo raccoglie complessivamente 377 atleti: 284 uomini e 93 donne.

Di questi, però, gli atleti con almeno due prove disputate, quindi realmente inseribili nella classifica finale e nei podi del Trofeo, sono 116: 82 uomini e 34 donne.

Il gruppo dei fedelissimi è ancora più ristretto: 33 atleti hanno disputato tutte e tre le gare, 26 uomini e 7 donne.

DatoTotale   Uomini    Donne
Atleti presenti nella graduatoria finale37728493
Atleti con almeno 2 gare1168234
Atleti con tutte e 3 le gare33267
Atleti con una sola gara26120259

Questo è forse il dato che spiega meglio il Trofeo: tanti hanno partecipato ad almeno una prova, ma solo una parte ha costruito davvero una classifica.

Su 377 atleti presenti nella graduatoria finale, 261 hanno disputato una sola gara.
Il Trofeo, invece, premiava chi riusciva a dare continuità alla propria partecipazione.

La fotografia finale delle categorie maschili

Tra gli uomini, il cuore numerico del Trofeo è stato rappresentato soprattutto dalle categorie centrali e master.

CategoriaAtleti presenti           Con almeno 2 gare
M 16-2281
M 23-34419
M 35-392410
M 40-44203
M 45-493312
M 50-544315
M 55-594310
M 60-64338
M 65-69197
M 70-74124
M 75+83

Le categorie più numerose sono state la M 50-54 e la M 55-59, entrambe con 43 atleti presenti nella graduatoria finale.

Sono numeri che raccontano bene l’anima delle corse in salita: una forte partecipazione master, con atleti capaci di dare continuità e sostanza al circuito.

Molto significativa anche la M 23-34, con 41 atleti complessivi, ma solo 9 con almeno due prove disputate. Questo conferma che molti giovani e senior hanno preso parte a una singola tappa, mentre il nucleo realmente coinvolto nel Trofeo è stato più ristretto.

La categoria più solida dal punto di vista della continuità è stata la M 50-54, con 15 atleti capaci di disputare almeno due gare.

La M 16-22, invece, racconta una situazione diversa: 8 atleti presenti, ma uno solo con almeno due prove. Questo significa che la partecipazione giovanile c’è stata nelle singole tappe, ma solo Christian Garozzo ha completato il requisito minimo per entrare nel podio finale del Trofeo.

La fotografia finale delle categorie femminili

Tra le donne, la categoria più numerosa è stata nettamente la F 55-59.

CategoriaAtlete presenti                Con almeno 2 gare
F 16-2210
F 23-34115
F 35-39101
F 40-4442
F 45-4974
F 50-54144
F 55-59229
F 60-64112
F 65-6974
F 70-7431
F 75+32

La F 55-59 è stata la categoria femminile più ricca, con 22 atlete presenti nella graduatoria e 9 con almeno due prove disputate.

Molto interessante anche la F 23-34, con 11 atlete presenti e 5 con almeno due gare. È una categoria che ha inciso anche sulla classifica assoluta femminile, con Iris Baretto e Martina Campora poi protagoniste del podio generale.

La F 50-54 ha avuto 14 atlete in graduatoria, ma solo 4 con almeno due prove: un dato che dimostra ancora una volta quanto il requisito minimo delle due gare abbia selezionato la classifica finale.

La F 45-49 è stata una delle categorie più interessanti dal punto di vista tecnico: 7 atlete presenti, 4 con almeno due gare e una vittoria decisa dalla somma dei tempi.

La F 16-22 è invece l’esempio più chiaro del regolamento: una sola atleta presente nella graduatoria, ma nessuna con due prove disputate. Di conseguenza non poteva esserci un podio finale di categoria.

Dove il regolamento ha cambiato davvero la classifica

Il meccanismo dei due migliori punteggi, del bonus fedeltà e del minimo di due gare ha prodotto diversi movimenti importanti.

Il caso più evidente, in campo maschile, è quello di Claudio Stefanini. Dopo due prove non era nei primi posti della classifica assoluta perché aveva disputato una sola gara. Con la Salita Camarza-Crocefieschi ha ottenuto il secondo risultato utile, è salito a 54 punti ed è entrato direttamente sul podio assoluto, chiudendo terzo.

Questo ha inciso anche sulla lettura della classifica di Marco Macchi. Macchi ha disputato tutte e tre le prove e ha chiuso con 50 punti nella classifica assoluta, ma il regolamento premiava i due migliori risultati più il bonus, non la somma completa di tutte le prove. Stefanini, con due risultati di grande qualità, è riuscito quindi a precederlo nel podio assoluto.

Nel femminile il ribaltamento è stato ancora più evidente.

Dopo le prime due tappe, Iris Baretto e Giorgia Bruzzone avevano una sola gara disputata. Con la Salita Camarza-Crocefieschi hanno completato il requisito minimo delle due prove e, grazie ai punteggi alti ottenuti, sono salite direttamente ai primi due posti della classifica assoluta femminile.

La classifica si è così trasformata completamente: Baretto prima, Bruzzone seconda e Martina Campora, che era stata grande protagonista del circuito, terza sul podio assoluto.

Questo è uno degli aspetti più interessanti del Trofeo: una sola gara non bastava per essere premiati, ma una seconda gara corsa forte poteva cambiare tutto.

Le categorie più ribaltate

Anche nelle categorie il regolamento ha prodotto movimenti molto interessanti.

Nella M 50-54, Andrea Giorgianni aveva due risultati pieni, ma Andrea Bozzo, grazie alla terza prova e al bonus fedeltà, è riuscito a chiudere davanti con 61 punti contro 60. Un solo punto di differenza, ma decisivo.

Nella M 55-59, la situazione è stata ancora più movimentata. Dopo due tappe davanti c’erano Walter Miglio e Stefano Segalerba, ma l’ultima prova ha ribaltato tutto: Diego Martini è salito al primo posto finale, Luca Baldi è entrato al secondo posto e Miglio è sceso al terzo. In questa categoria la terza gara ha riscritto completamente il podio.

Nel femminile, la F 65-69 è uno dei casi più belli: Anna Brizioli era davanti dopo due prove, ma Susanna Scaramucci, con la seconda gara disputata alla Salita Camarza-Crocefieschi, ha completato il minimo richiesto e ha vinto la categoria con 60 punti. È l’esempio perfetto di come la terza tappa potesse ancora aprire scenari nuovi.

Nella F 75+, il regolamento ha deciso il primo posto: Giovanna Mazzucco e Santa Giardina hanno chiuso entrambe a 60 punti. Mazzucco, però, ha disputato tutte e tre le prove, mentre Giardina ne ha disputate due. Il primo criterio di spareggio premia proprio chi ha corso l’intero circuito, e quindi il successo di categoria è andato a Mazzucco.

La parità e il cronometro: quando il Trofeo si decide sui secondi

Uno degli aspetti più interessanti del regolamento è la gestione delle parità.

Nel Trofeo dello Scalatore non bastava guardare solo il punteggio finale. In caso di pari punti, il primo criterio era la partecipazione: precedeva l’atleta che aveva disputato tutte e tre le prove.

Questo significa che, a parità di punti, chi aveva completato l’intero percorso Bocchetta-Guardia-Salita Camarza-Crocefieschi veniva premiato rispetto a chi aveva corso soltanto due gare.

Il caso più semplice da capire è quello in cui due atleti chiudono con lo stesso punteggio, ma uno ha corso tre prove e l’altro due: in quel caso non serve fare altri calcoli, perché il regolamento premia subito la maggiore fedeltà al circuito.

Ma il regolamento prevedeva anche uno scenario ancora più tecnico e affascinante: se due atleti arrivavano a pari punti ed entrambi avevano disputato tutte e tre le gare, allora entrava in gioco il cronometro.

Non il tempo di una sola prova, ma la somma dei tempi complessivi delle tre salite.

È qui che il Trofeo diventava davvero una classifica completa: non decideva più soltanto il piazzamento, ma il rendimento complessivo sull’intero percorso.

Il caso più significativo è arrivato nella categoria F 45-49, dove Elena Chiavola e Ilaria Pichetto hanno chiuso entrambe con 61 punti e con tutte e tre le gare disputate.

A quel punto la classifica non poteva essere decisa dal numero di presenze, perché entrambe avevano completato il circuito. È stato quindi necessario guardare alla somma dei tempi.

Alla Salita Storica alla Bocchetta Pichetto era stata leggermente davanti, con 1h00’23” contro 1h00’26” di Chiavola. Tre secondi appena.

Alla Salita alla Guardia, però, Chiavola ha costruito il vantaggio decisivo, chiudendo in 47’04” contro il 55’11” di Pichetto.

Alla Salita Camarza-Crocefieschi Pichetto è tornata davanti, 25’40” contro 25’54”, ma il margine non è bastato per ribaltare la somma complessiva.

Il totale delle tre prove ha premiato Elena Chiavola, con 2h13’24”, davanti a Ilaria Pichetto, che ha chiuso in 2h21’14”.

Una vittoria di categoria decisa non da una sola giornata, ma dall’intero cammino sulle tre salite.

Ed è proprio questo il valore del regolamento: in caso di equilibrio, il Trofeo non sceglieva in modo casuale, ma premiava prima la presenza e poi il rendimento complessivo.

Le parità che spiegano il regolamento

La classifica finale ha offerto diversi esempi utili per capire il funzionamento degli spareggi.

In alcuni casi la parità è stata risolta dal primo criterio: il numero di gare disputate.

È successo, ad esempio, nella F 75+, dove Giovanna Mazzucco e Santa Giardina hanno chiuso entrambe a 60 punti, ma Mazzucco ha disputato tutte e tre le prove, mentre Giardina ne ha corse due. Per questo il primo posto di categoria è andato a Mazzucco.

Lo stesso principio vale ogni volta in cui due atleti arrivano a pari punti ma con un diverso numero di presenze: il regolamento premia chi ha completato l’intero circuito.

Diverso il caso della F 45-49, dove Chiavola e Pichetto avevano pari punti e pari numero di gare. Lì non bastava più guardare la partecipazione: è servita la somma dei tempi.

Questa doppia lettura rende la classifica più interessante: prima viene premiata la fedeltà al Trofeo, poi, se la fedeltà è identica, decide il cronometro.

Assoluti e categorie: perché bisogna scalare

Un altro punto importante riguarda le premiazioni.

Gli atleti premiati nella classifica assoluta non rientrano anche nelle premiazioni di categoria.

Questo significa che i primi 3 assoluti uomini e le prime 3 assolute donne restano naturalmente visibili anche nelle rispettive categorie, ma non vengono premiati due volte.

Per le categorie bisogna quindi “scalare”, andando a premiare i primi atleti classificati dopo l’esclusione degli assoluti già premiati.

È una regola importante, perché cambia la lettura dei podi di categoria.

Per esempio, un atleta può essere davanti nella propria categoria, ma se è già premiato tra gli assoluti, il premio di categoria passa all’atleta successivo. È il modo corretto per valorizzare più partecipanti e rendere più ampia la distribuzione dei riconoscimenti.

Il Trofeo ha funzionato perché ha creato storie

Il dato più interessante non è solo chi ha vinto.

Il Trofeo dello Scalatore ha funzionato perché ha creato storie.

Ha creato attesa tra una prova e l’altra.
Ha creato calcoli prima dell’ultima tappa.
Ha dato peso alla presenza.
Ha premiato la prestazione, ma anche la continuità.
Ha prodotto ribaltamenti, spareggi, podi completi e podi ridotti.
Ha mostrato che in alcune categorie non basta essere in alto con una sola prova: per salire sul podio finale bisogna esserci almeno due volte.

Questa è la differenza tra una gara singola e un Trofeo.

La gara singola premia la giornata.
Il Trofeo premia un percorso.

Una prima edizione da cui ripartire

Il 1° Trofeo dello Scalatore ha avuto il merito di mettere insieme tre società, tre gare e tre salite, creando un filo sportivo chiaro e riconoscibile.

Atletica Valle Scrivia, Delta Spedizioni e Cambiaso Risso Running Team Genova hanno dato vita a una formula che può crescere, perché semplice da capire nella sua idea generale, ma interessante nella costruzione della classifica.

La salita ha fatto selezione.
La continuità ha fatto classifica.
Il regolamento ha premiato chi ha saputo esserci almeno due volte.
Il bonus ha valorizzato i fedelissimi.
Gli spareggi hanno dato peso anche ai secondi.
La Salita Camarza-Crocefieschi ha reso decisiva l’ultima giornata.

È questa la forza del Trofeo dello Scalatore: trasformare tre gare in un percorso unico.

La prima edizione va in archivio con vincitori, podi, categorie e storie da raccontare. Ma soprattutto lascia una sensazione chiara: questo Trofeo ha una sua identità.

E quando una manifestazione riesce già alla prima edizione a creare calcoli, attesa, confronti, classifiche e discussioni fino all’ultima salita, significa che la strada intrapresa è quella giusta.

Il Trofeo dello Scalatore è partito.
Ora può diventare un appuntamento fisso per chi ama davvero correre in salita.

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